Lo Riso
“Non fidatevi delle persone che non ridono mai, non sono delle persone serie”
Giulio Cesare
Nel mondo primitivo la guarigione era una sequenza magica divisa in due parti essenziali: il primo tempo consisteva nel trovare la causa, divinità o demone, della malattia; ne seguiva il sacrifcio sotto forma di rito a cui prendeva parte tutta la comunità. L’invenzione dello spettacolo (rituale magico) è avvenuta grazie all’imperativa necessità di sostituire i sacrifici umani con altri equivalenti, ma non sanguinosi. Il guaritore o Shamano operava in un clima di esaltazione collettiva provocata da droghe, bevande o musica, ritmo e danze. Anche i riti propiziatori della caccia o della nascita della natura in primavera non erano scindibili dalla vita effettiva del villaggio; cioè non si partiva per la caccia senza prima svolgerne il rito. Anche in questo caso si individuava la divinità o lo spirito che avrebbe donato agli iniziati I’energia positiva per affrontare la situazione:
La relazione con il teatro è evidente:
Shamano Regista
Cacciatori Attori
Iniziazione Prove
Rito Spettacolo
con
Maschere Maschere
Trucco trucco
Danze Danze
Musiche Musiche
Centro del villaggo Scena
Popolazione Pubblico
Aristotele è stato il primo a parlare di nozione di catarsi, suggerendo che lo spettacolo potesse purificare sia gli spettatori che gli attori. In Grecia le tragedie e le commedie erano una sorta di esorcismo collettivo, durante il quale i partecipanti si liberavano dai demoni della paura, della malattia e, in genere, dei mali della vita.
Agli inizi del 1300, nella Commedia dell’Arte, i primi giullari - Zanni, Arlecchini, Pantaloni - recitando loro stessi, la propria fame o disperazione, o interpretando la parte dei propri antagonisti, esorcizzavano la parte negativa della loro difficile vita, ironizzando, piangendo o ridendo e facendo contemporaneamente divertire il pubblico, trasfornavano i loro problemi in energie positive.
Se noi richiudiamo la tristezza in noi stessi, invece di lasciarla esprimere, questa diventa depressione. La collera diventa rancore, l’aggressività nervosismo o violenza. La paura diviene ansietà costante, la noia apatia. Per evitare di essere consumati all’interno da queste emozioni soffocate è bene imparare a lasciarsi andare.
La tristezza si esprime con le lacrime, che sono un processo di pulizia, una eliminazione emozionale di gran valore; la collera si esprime gridando o battendo i pugni o i piedi: i bambini piccoli sanno molto bene queste cose. In seguito 1a società moderna insegna loro a reprimere le emozioni ed a presentare sempre una maschera di tranquillità, di gentilezza, una maschera amabile, di buon umore: “Su, su, fai il bravo…stai buono!”. Il bambino impara a soffocare le lacrime, le grida, la voglia di mettere le dita nel naso o nella torta, ed impara ad essere obbediente. Diamo delle alternative solo a livello razionale quando correggiamo il suo modo di parlare o di scrivere, ma frustriamo i1 suo agire e le sue emozioni. Ci felicitiamo con lui perché è stato bravo e non pensiamo che la nostra disapprovazione delle sue emozioni farà di lui un futuro intelligente drogato, che non vorrà. più provare emozioni per paura che queste diventino dolorose.
Per gli psichiatri formati alla scuola della repressione emozionale e chimica, il miglior trattamento per un depresso è quello di renderlo euforico con dei neurolitici; a chi è in collera si offriranno dei calmanti, all’apatico degli eccitanti, a chi è insicuro degli ansiolitici. Tutto il mercato del le droghe legali o illegali si basa sulla repressione emozionale. La medicina olistica (dal greco Holos = tutto intero) si occupa dell’essere umano nella sua totalità, fisica, emozionale, mentale e spirituale: valorizza il ruolo attivo del paziente nella propria guarigione. Questa medicina non rigetta 1e scoperte della scienza moderna, ma le integra in una visione più ampia che inglobi le ricerche e le terapie dei metodi tradizionali della psicologia e della spiritualità. Grazie a questa sua globalità unita ad uno spirito di sintesi la medicina olistica sta ottenendo risultati migliori rispetto ad una prospettiva puramente materialistica.
Per questa ragione vi sono sempre più medici che si dirigono verso questa disciplina e si può dire che, oggi come oggi, questa visione sia molto più razionale e scientifica dell’altra.
Ridere è un esercizio muscolare: il riso muove gran parte dei muscoli dell’organismo, da quelli del viso a quelli degli arti inferiori, passando per i1 diaframma e gli addominali. Il riso è quindi la più gradevole e facile delle ginnastiche. Venti secondi di risate possono accelerare le pulsazioni cardiache da tre a cinque minuti, l’equivalente di tre minuti d’esercizi fisici intensivi.
Grazie alla sua caratteristica espulsione forzata dell’aria di riserva, il riso pulisce e libera le vie respiratorie superiori. Si può bloccare una crisi d’asma ridendo e, in tutti i casi di insufficienza respiratoria, il riso porta miglioramenti; la tensione arteriosa si abbassa e l’aumento degli scambi polmonari e di mescolamento epatico, tendono ad abbassare il colesterolo nel sangue: il riso gioca un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi.
I1 riso migliora la digestione ed è un efficace metodo naturale contro la stitichezza perché provoca una notevole ginnastica addominale grazie al movimento del diaframma, stimola fegato, pancreas e tutti gli organi digestivi.
Il riso libera le endorfine cerebrali morfine naturali che agiscono istantaneamente contro il dolore. Le endorfine hanno tutti i vantaggi delle sostanze antalgiche senza averne gli inconvenienti.
Il riso agisce sul sistema neurovegetativo: diminuisce lo stress dovuto all’eccitazione del sistema simpatico e porta all’attivazione del sistema parasimpatico, assicura una rigenerazione dell’organismo, un miglioramento del sonno ed un miglior funzionamento di tutti i meccanismi di autoguarigione del corpo.
Il riso è un grande stimolante psichico. Infatti costruisce una barriera morale di ottimismo scaccia le piccole inquietudini e le angosce e provoca una vera e propria disintossicazione mora1e.
Si può dire quindi, che il riso porti miglioramenti a tutte le funzioni del corpo e sia quindi la miglior medicina del mondo, assolutamente gratuita e senza alcun effetto secondario nocivo.
La scienza sta sempre più confermando che ridere è una medicina dai molteplici effetti positivi, ed è per questa ragione che nascono all’interno di ospedali americani, francesi e svizzeri nuove sale della risata, con libri e materiali audiovisivi a disposizione dei pazienti. Un centro di trattamento del cancro a Houston ha inaugurato una living room (sala della vita) con l’intenzione di introdurre il riso fra le terapie complementari più raccomandate. Nella Carolina del Nord, un altro centro di trattamento del cancro ha creato un “carretto della risata” che si può spostare da una camera all’altra per i malati che ne hanno bisogno.
All’ospedale della Duke University, Ruth Hamilton ha creato delle carte umoristiche, dei libri e dei giochi a disposizione dei malati. Norman Cousins è un americano diventato celebre per essere guarito grazie al riso da una malattia giudicata incurabile e, pur non essendo medico, è stato nominato professore all’UCLA prestigiosa università di Los Angeles, con l’incarico di studiare ed insegnare ai futuri medici l’influenza della psiche sul fisico e di spiegare 1′importanza di un approccio positivo, capace di aiutare il corpo a guarirsi.
In questa università egli coadiuvato da un’equipe di ricercatori e professori appassionati di psiconeuroimmunologia, ha raccolto una vasta documentazione sulla fisiologia delle emozioni positive. Il cervello produce dei programmi biologici che rinforzano il sistema di crescita dell’individuo.
Chi si dispera, si abbatte e si deprime rinforza questo stato con le proprie convinzioni negative; chi spera, lotta, ride, piange e vive con intensità, produce delle sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori che vanno ad attirare i sistemi fisiologici, compresi i sistemi immunitari ed i meccanismi d’autoguarigione. Norman Cousins tiene conferenze io tutto il mondo per incoraggiare i medici a creare sale di divertimento negli ospedali: “É importante organizzare delle riunioni ricreative, dei picnic, dei gruppi di teatro, insomma tutti quegli avvenimenti propizi al buon umore e alla convivialità. La creatività che si sviluppa quando un ospedale invita degli artisti, dei clown o dei musici è straordinaria.
Un primario dichiarò che spesso scappava dal sua studio per unirsi ai malati e guardare insieme a loro un film comico o un’animazione clownesca: “Voi non potete sapere quanto sono contento di vedere i miei pazienti ridere…” aggiunse. Anche per molti infermieri ridere è un modo di creare un contatto positivo con il malato ed aiutarlo a partecipare attivamente alla sua guarigione”.
Si muove in questa direzione Bepi Monai, ed è per continuare questi studi e 1avori nell’ambito medico italiano che si è creata una Unità Sanitaria Teatrale in cui lavorano gli OSA-OSA, Operatori di Sostegno Affettuoso Operanti con Sentimenti Aperti (attenzione perché gonfiano i palloncini con le bombole d’ossigeno) ed i teatrini ambulanti.
Qualunque ospedale, clinica, medico, infermiere od operatore di sostegno fosse interessato a questa attività è pregato di metterai in contatto con noi: studieremo il progetto o gli interventi assieme.
Assicuriamo la massima ilarità