Il Convivio

APPARECCHIATEVI orsù signori
Che s’apparecchia il desco
Ch’ogni invitato gusti l’antichi sapori
Di verdure, formaggi, carni et pesce fresco
Et insiem collo gusto si trastulli
L’odorato, certo! Ma anco la vista
Et l’udito che quivi ogn’artista
Lo suo genio ha messo a disposizione
Per far si che ognun abbia soddisfazione.

I convivii o banchetti d’un tempo, sia nobili che popolani, sia organizzati al chiuso che all’aperto, erano delle vere e proprie feste. Ogni cosa era organizzata seguendo un’idea o un tema comune e fissata precedentemente spesso seguendo spunti mitologici, rurali o bucolici.

Quelli che oggi noi chiamiamo trionfi sono dello composizioni di frutta e fiori che spesso fanno bella mostra al centro della tavola o del buffet; un tempo erano composizioni, spesso gigantesche, animate da musici, ballerini, giocolieri e mimi, che entrano in scena (nel luogo addetto alla cena) ad ogni servizio di credenza o di cucina.

 

Un annunciatore spiegava il perché del gusto, del colore, delle immagini, e talvolta elencava anche le qualità e gli ingredienti adoperati. Il servizio di credenza solitamente è freddo, precedentemente preparato, viene dalla dispensa e può essere quindi l’antipasto o il dolce; il servizio di cucina arriva, invece, direttamente dal fuoco.

Ogni servizio comprende più piatti o pietanze unite nel gruppo da uno stesso gusto, colore o semplicemente accompagnati dallo stesso gruppo di artisti. I carri allegorici degli attuali carnevali derivano proprio dai trionfi che un tempo si mettevano in scena durante i banchetti